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Corriere.it

Il Tevere lascia il posto a rocce e alghe, cedono le radici degli alberi (che si schiantano al suolo, come mercoledì in via Campania davanti al liceo Righi) e rimangono a secco i nasoni , le storiche fontanelle vicino a cimiteri e mercati. Dopo l’ allarme dei residenti del Flaminio , la paura è per i luoghi frequentati da molti cittadini. La siccità impietosa che minaccia anche di lasciare i rubinetti delle case senza acqua da lunedì prossimo, colpisce senza speranza le fontanelle sulle strade. «Ne rimarranno aperte cento (su 2.400) per uso ospedaliero» è il piano di Acea che da luglio ha cominciato a chiudere 30 nasoni al giorno in tutta la città. «Ad oggi ne abbiamo chiuse 1.500» dicono dalla multiutility. Ma le proteste non mancano. «I venditori di fiori e i visitatori sono rimasti a secco in piazzale del Verano» denuncia Fabrizio Sartori consigliere della Regione Lazio (FdI). shadow carousel Siccità, acqua razionata Roma di notte: ecco come risparmiarla Siccità, acqua razionata Roma di notte: ecco come risparmiarla Siccità, acqua razionata Roma di notte: ecco come risparmiarla Siccità, acqua razionata Roma di notte: ecco come risparmiarla Siccità, acqua razionata Roma di notte: ecco come risparmiarla Siccità, acqua razionata Roma di notte: ecco come risparmiarla Intanto il presidente di Acea Ato 2, Paolo Saccani , mercoledì ha ribadito che «l’ acqua per uso ospedaliero sarà garantita, anche nella criticità dei dieci ospedali per i quali ci stiamo attivando con le autobotti». La ministra della salute Beatrice Lorenzin, infatti, qualche giorno fa aveva chiesto chiarimenti alla stessa Acea per verificare l’ impatto della riduzione della pressione «sulle strutture sanitarie e socio-sanitarie, pubbliche e private, sulle strutture ricettive e di ristorazione, sugli uffici pubblici e sulle strutture ove vengono alloggiati a qualsiasi titolo gli animali, per evitare che ciò comporti pregiudizi per la continuità dei servizi sanitari essenziali». E le polemiche politiche non si placano. Dal Pd Stefano Pedica attacca: «Se Acea riduce l’ acqua deve abbassare anche le bollette». Contro il razionamento dell’ acqua di notte le associazioni dei consumatori non vogliono sentire storie. «Stiamo preparando esposto contro Acea per abuso d’ atti d’ uffici e violenza privata – attacca il Codacons. – Prima di lasciare a secco bisogna impiegare i guadagni per la riparazione della rete idrica». E ieri ha alzato la voce anche Codici, l’ associazione per la tutela dei cittadini: «In città ci sono immani perdite e continui guasti, camuffati con inutili tentativi di “rattoppo” e, soprattutto, migliaia di segnalazioni di cittadini accuratamente ignorate da Acea che continua a non prendersi le proprie responsabilità, nascondendosi dietro un dito». Intanto Acea, nel ribadire che «quest’ anno le precipitazioni a Roma sono state del 50% e a Bracciano del 70%, una siccità che non si vedeva dal 1800», sottolinea che la riduzione dell’ erogazione del bene pubblico riguarderà «solo la pressione dell’ acqua. Non ci sarà la chiusura delle tubature, l’ acqua sarà solamente ridotta». In pratica per effetto della diminuzione della pressione l’ acqua non raggiungerà i piani alti dei palazzi ed è questo il motivo per il quale già alcuni attici e soffitte lamentano la scarsità dei flussi dai rubinetti. «La Raggi garantiva a settembre l’ acqua ai romani, mentre Saccani annuncia il razionamento, dovrebbero dimettersi» è l’ attaco del deputato Pd, Emiliano Minnucci ex sindaco di Anguillara.

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