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dieci morti al giorno per smog

L’Organizzazione mondiale della sanità: l’inquinamento uccide cinque volte di più degli incidenti

di ANTONIO CIANCIULLO

ROMA – Si ha un bello stare attenti ad attraversare sulle strisce e a guidare con prudenza: la macchina uccide più inquinando che investendo, più con il tubo di scappamento che con il paraurti. Nelle 8 maggiori città italiane, per ogni vittima di un automobilista imprudente ci sono più di 5 persone morte per aver respirato troppi gas di scarico.

Il dato è stato reso noto ieri dall’Organizzazione mondiale di sanità (Oms) e da Legambiente. E in sostanza ribadisce la prima valutazione fornita a luglio da una ricerca Oms-Anpa che era stata accolta da qualche punta polemica. A distanza di tre mesi, quelle perplessità sono rientrate: uno studio condotto da Francia, Austria e Svizzera ha infatti confermato le stime dell’Oms fornendo un quadro molto allarmante della situazione.

Sui 73 milioni di persone che abitano nei tre paesi analizzati si registrano 40.500 casi di morte di cui 21 mila sono attribuibili al traffico. E all’elenco dei danni imputabili a un uso smodato delle macchine vanno aggiunti 300 mila casi di bronchite acuta nei bambini, 25 mila bronchiti croniche negli adulti, 25 mila ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie e cardiovascolari, 162 mila attacchi di asma nei bambini, 395 mila attacchi di asma negli adulti. Un assieme di sofferenze che comporta anche un costo sanitario non indifferente: 27 miliardi di euro l’anno, cioè un euro al giorno pro capite.

La situazione in Italia non è certo più allegra se si pensa che mentre la media annuale di Pm 10 (le temibili polveri con un diametro inferiore a 10 micron) in Francia, Svizzera e Austria è 24 microgrammi per metro cubo, nelle 8 città italiane analizzate dall’Oms (Torino, Genova, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Palermo) si arriva a 49 microgrammi, con punte di 54 a Torino e 52 a Napoli, 51 a Roma e a Bologna. Questa situazione produce, nelle 8 città studiate, una media di dieci morti al giorno nella fascia di età superiore ai 30 anni.

Di fronte a questo quadro la Lombardia è stata l’unica Regione che si è mossa tempestivamente recependo in maniera rigorosa la direttiva comunitaria che fissa un tetto per le polveri sottili. “E’ questo il federalismo che mi piace”, ha commentato il ministro dell’Ambiente Willer Bordon. “Mi auguro che su quest’onda anche le altre Regioni vogliano impegnarsi in una gara virtuosa anticipando i limiti che l’Unione europea renderà obbligatori entro il 2005: la media annuale verrà fissata a 40 microgrammi per metro cubo di polveri sottili. E si scenderà a 20 microgrammi per metro cubo nel 2010”.

“La concentrazione di questi inquinanti è una minaccia con la quale non è permesso scherzare”, aggiunge Ermete Realacci, presidente di Legambiente. “E invece è stata fatta circolare una bozza di recepimento della direttiva europea in cui anziché fissare a 50 microgrammi per metro cubo la soglia di Pm 10 che non può essere superata più di 35 volte l’anno senza bloccare immediatamente il traffico, si porta questo valore a 75 microgrammi. La differenza tra quei due numeri vale la vita di migliaia di persone: non è accettabile che per non fermare le macchine si sacrifichino gli esseri umani”.

Per rilanciare la richiesta di una maggiore sicurezza nel respirare, Legambiente ha proposto dei referendum antitraffico in varie città e chiede che ai mille miliardi destinati alla battaglia contro gli incidenti stradali si aggiunga una cifra adeguata per far partire subito il pacchetto per la mobilità sostenibile che comprende bici, car sharing, motorini elettrici, tram e city manager.