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Premesso

– che la Giunta Comunale ha approvato la delibera n. 265 del 20/05/99 “Installazione stazioni radio base per telefonia cellulare: approvazione schema Protocollo Intesa tra Comune di Livorno, A.R.P.A.T., U.S.L. 6 e gestori telefonia”, dichiarandola immediatamente esecutiva;

– che gli impianti di telefonia mobile ed il rischio di inquinamento elettromagnetico sono ogni giorno alla ribalta della cronaca e che nel Comune di Livorno si e’ registrato un aumento abnorme di impianti di radio trasmissione;

– che l’intenso sviluppo del servizio di telefonia mobile sta comportando una crescente richiesta di impianti ripetitori da parte delle societa’ di gestione;

– che la conoscenza scientifica attribuisce agli effetti di tali installazioni un grado di pericolosita’ sanitaria elevato e comunque con una soglia di rischio accertato;

– che con l’aumento delle installazioni, determinato anche dall’introduzione nel mercato del terzo gestore, sono sempre piu’ frequenti le proteste da parte di gruppi di cittadini e Comitati che chiedono maggiori garanzie all’Amministrazione Comunale per la tutela della salute pubblica.

Considerato

– che gli apparati di trasmissione cellulare sono composti non solo dall’antenna ma anche da una centrale operativa di comando e gestione e da un sistema di alimentazione e stabilizzazione della corrente elettrica delle parti primarie e secondarie,

– che, pertanto, per le loro specifiche caratteristiche, tali apparati si configurano come “impianti tecnologici industriali” necessitando conseguentemente, di apposite concessioni edilizie e di preventivo accertamento delle misure di sicurezza e prevenzione nonche’ di impatto ambientale e paesaggistico,

– che l’art.32 della Costituzione tutela la salute sia come diritto fondamentale dell’individuo, che come interesse della collettivita’;

– che l’art.1 della Carta costitutiva dell’Organízzazíone Mondiale della Sanita’ (Oms) definisce la salute non soltanto assenza di malattia, ma uno stato di benessere fisico, mentale e sociale dell’individuo

– che il diritto alla salute e’ inviolabile e comunque prioritario rispetto alla soddisfazione di qualsiasi altro interesse, sia esso pubblico o privato, e che pertanto un pericolo originato da impianti tecnologici non puo’ essere genericamente considerato come un rischio socialmente e storicamente accettabile;

– che l’attuale sistemazione di alcuni impianti evidenzia una possibile situazione di rischio a carico di chi e’ passivamente sottoposto a emissioni da campi elettromagnetici, da eliminare proprio per il rispetto dovuto alle norme richiamate,

– che il decreto interministeriale n. 381 del 10.09.1998 ha fissato, con effetto dal 01.01.1999, in 6 V/m il limite espositivo massimo per esposizioni superiori alle quattro ore, raccomandando il perseguimento di “obiettivi di qualita'” che abbassino ulteriormente tale limite e stabilendo inoltre che la realizzazione degli impianti “deve avvenire in modo da produrre i valori di campo elettromagnetici piu’ bassi possibile, compatibilmente con la qualita’ del servizio, al fine di minimizzare l’esposizione della popolazione”;

– che il documento congiunto dell’istituto superiore per la prevenzione e sicurezza del lavoro (Ispesl) e dell’Istituto superiore di sanita’ (Iss), sulle problematiche della protezione dei lavoratori e della popolazione dall’esposizione a campi elettrici e magnetici e ai campi elettromagnetici a frequenze comprese tra 0 Hz e 300 GHz, stabilisce che “la riduzione delle esposizioni puo’ essere attuata con modalita’ piu’ restrittive in particolari situazioni (ad esempio nel caso di esposizioni negli spazi destinati all’infanzia e nelle strutture sanitarie)”;

– che gia’ il citato documento congiunto Ispels-Iss suggerisce: “per la protezione dagli effetti a lungo termine delle radiofrequenze e microonde, si ritiene quale obiettivo di qualita’ tecnologicamente ed economicamente raggiungibile il conseguimento dei seguenti valori indice: 0,025 W/mq per la densita’ di potenza, 3 V/m per il campo elettrico, 0,008 A/m per il campo magnetico per esposizioni croniche della popolazione in presenza di radiofrequenze modulate in ampiezza”.

Preso atto

– che e’ tecnologicamente possibile unificare gli impianti senza alterare la pluralita’ dei sistemi di gestione di telefonia cellulare.

Per quanto sopra esposto il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta

ad adeguare il Protocollo di Intesa con A.R.P.A.T., U.S.L. 6 e gestori come segue:

– ad assumere come propri gli indici di tutela all’esposizione cronica indicati nel documento congiunto Ispesl-Iss (0,025 W/mq, 3 V/m, 0,008 A/m);

– riesaminare con rigore e sollecitudine la compatibilita’ degli impianti esistenti alla luce delle misure di cautela previste dai nuovi indici di tutela;

– a rilasciare concessioni per gli impianti gia’ esistenti attraverso il sistema del “roaming”;

– le societa’ di telefonia mobile dovranno posizionare su ogni antenna, includendo anche l’adeguamento degli impianti preesistenti, uno strumento tecnico – “scatola nera” – che abbia la funzione di lettore delle variazione dei campi elettromagnetici connessi al funzionamento delle stesse sorgenti fisse di campi. Questo strumento di misurazione dovra’ segnalare l’avvicinamento dell’impianto al limite consentito dalla normativa vigente, per l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici e nel caso di raggiungimento o superamento dello stesso dovra’ disattivare automaticamente l’antenna;

– le stesse societa’ dovranno provvedere al monitoraggio delle centraline su tutto il territorio cittadino con il monitoraggio, delle emissioni derivanti dalla telefonia mobile, predisponendo allo scopo una serie di centraline fisse di rilevazione;

– gli organismi pubblici preposti provvederanno alla verifica e pubblicizzazione dei dati;

In ogni caso, non potra’ essere rilasciata alcuna concessione per l’installazione di apparati telefonici pubblici che privati senza voto conforme della assemblea dei condomini estesa ai conduttori nelle forme previste dalla legge 27 luglio ’78 n. 392, art. 10 e dalle norme dei codice civile.

Il Consiglio Comunale impegna infine il Sindaco e la Giunta

– a redigere, entro un mese, la mappa degli impianti in cui siano evidenziate le aree urbane particolarmente critiche, sulle quali effettuare interventi di bonifica dall’inquinamento elettromagnetico e di razionalizzazione per limitare le esposizioni dei cittadini, fino a predisporre eventuali trasferimenti di impianti,

– a compiere tutti gli interventi necessarie, in particolare presso la Regione Toscana, per la tempestiva attuazione delle disposizioni del decreto interministeriale citato, affinche’ vengano determinate le misure piu’ cautelative consentite, in termini di “obiettivi di qualita'”,

– a costituire in tempi brevi un Forum dove sia prevista anche la partecipazione di rappresentanti dei cittadini interessati alle installazione di impianti elettromagnetici.

Il Capogruppo dei VERDI in Consiglio Comunale Gabriella Guarguaglini