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Marchio e design, doppia tutela per Smart

In una disputa riguardante l’autovettura Smart, il Tribunale di Torino ha confermato il cumulo delle diverse protezioni conferite alla stessa forma dal marchio comunitario o dalla normativa sui design.

La DaimlerChrysler è proprietaria di un marchio comunitario e di un modello ornamentale (design) internazionale esteso anche all’Italia, entrambi riguardanti la forma del modello di autovettura Smart.

Venuta a conoscenza di preparativi per importare in Italia due modelli di autovetture da essa considerate simili alla Smart, la DaimlerChrysler ha agito per impedire tale importazione.

La disputa risultante è giunta dinanzi al Tribunale di Torino. DaimlerChrysler, sostenendo che i modelli cinesi costituissero contraffazione dei propri diritti di marchio e di design, aveva chiesto in via cautelare il sequestro delle autovetture importate, nonché che venisse inibito all’importatore di pubblicizzare, promuovere, offrire in vendita, importare e commercializzare in qualunque forma le autovetture.

L’importatore sosteneva a sua volta la nullità del design e del marchio Smart di proprietà della DaimlerChrysler, e, pur ammettendo di aver emesso una offerta scritta per la vendita di uno dei modelli di autovettura cinesi, asseriva che tale offerta non potesse essere considerata un atto di contraffazione.

Il sequestro e l’ordine inibitorio erano stati immediatamente concessi. Il Tribunale aveva poi disposto una consulenza tecnica volta ad accertare sia la validità dei diritti di marchio e di design della DaimlerChrysler, sia se quei diritti fossero stati violati dall’importatore delle autovetture cinesi.

La relazione dei consulenti tecnici aveva confermato la validità delle registrazioni sia per il marchio che per il design in questione, ed evidenziato che l’ordinamento consente il cumulo delle diverse protezioni conferite dal marchio comunitario o dalla normativa sui design.

Secondo i consulenti, una sola delle vetture importate violava i diritti di design in questione, mentre l’altra produceva invece una impressione generale diversa da quella suscitata dall’autovettura Smart. D’altra parte entrambe le versioni di autovettura cinese, sempre secondo gli esperti, violavano il marchio comunitario.

L’importatore aveva obiettato che gli esperti erano caduti in contraddizione, dal momento che se una delle vetture cinesi non violava la registrazione di design, non poteva violare la registrazione di marchio per la stessa forma.

Il tribunale ha evidenziato che ai sensi delle norme comunitarie, un design deve suscitare un’impressione diversa nell’ utilizzatore informato , mentre il rischio di confusione fra marchi deve essere accertato prendendo in considerazione il consumatore medio . Un utilizzatore informato di automobili presta maggiore attenzione ai dettagli, è al corrente delle evoluzioni della tecnica utilizzata per le auto ed è in condizioni di riconoscere un modello anche confrontandolo con i modelli anteriori. Un consumatore medio presta un’attenzione media ai dettagli, è per definizione meno informato del consumatore informato, e la sua percezione si basa sull’impressione più che sulla comparazione. Ne consegue la differenza nell’accertamento della violazione, da parte della stesso oggetto, dei diritti di design e di marchio.

Il 14 marzo 2008 il Tribunale di Torino ha quindi confermato il sequestro delle autovetture importate e l’ordine inibitorio, ordinando la pubblicazione del decreto di sequestro in diversi quotidiani e periodici specializzati.