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ENTRAMBI GLI ORDINI NON SONO STATI RISPETTATI, INCORRENDO NEL REATO PREVISTO DALL’ART. 650 DEL C.P.

E’ finita oggi sui tavoli delle Procure di Roma e Siena la denuncia presentata dal Codacons relativa all’inottemperanza di due decreti del Tar Lazio (n. 2023 del 30 gennaio 2013 e n. 2822 dell’8 febbraio 2013) con i quali il Tribunale Amministrativo aveva ordinato a Bankitalia prima e al Ministero dell’economia poi, di depositare tutti gli atti inerenti il prestito da 3,9 miliardi di euro a Mps, compreso il parere del Direttorio della Banca d’Italia del 26/27 gennaio 2013.

Nella denuncia – spiega l’associazione – si chiede alla due Procure di aprire una indagine sulla base del reato previsto dall’art. 650 del codice penale (Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità), poiché ad entrambi gli ordini del Tar sia Bankitalia che Mef non hanno dato alcun seguito. Nello stesso esposto si chiede di valutare le falsità contenute nella nota diffusa alla stampa dalla Banca d’Italia lo scorso 2 febbraio, e le dichiarazioni rese ieri dall’istituto il quale, sentendosi ingiustamente accusato, ha affermato di non essere destinatario dell’ordine del Tar, nonostante il secondo decreto del Tribunale fosse stato notificato anche a Bankitalia.

Per il Codacons spetta ora alla magistratura chiarire se vi sia stata inottemperanza rispetto al primo ordine del Tar, al secondo, o ad entrambi, essendo in ogni caso venuto meno il rispetto degli obblighi di legge e di trasparenza da parte della Banca d’Italia.

Intanto l’attuale Presidente Rai, Anna Maria Tarantola, è stata citata dal Codacons in base agli artt. 134 e 391 bis c.p.p., e dovrà presentarsi il prossimo 4 marzo di fronte ai legali dell’associazione, per rendere testimonianza sulla sua opera di vigilanza all’interno di Bankitalia durante l’affaire Mps.

Nello specifico la Tarantola è chiamata a riferire:

-in merito alla Relazione di Bankitalia del 2010 a seguito dell’ispezione presso MPS, se Bankitalia o lei stessa in funzione del ruolo svolto di capo della vigilanza, fosse a conoscenza delle operazioni “Alexandria” e “Santorini;

– in merito a due operazioni, del complessivo importo nominale di 5 miliardi di euro, stipulate con Nomura e Deutsche Bank Londra:

-in merito al tipo di vigilanza operata da Bankitalia sulle operazioni poste in essere da MPS all’epoca dei fatti per cui è pendente il procedimento penale presso la Procura di Siena.