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Progetto Lago Boscaccio

Certo non è facile per chi vive in una città come Milano trovare un luogo dove poter effettuare delle osservazioni naturalistiche o semplicemente fare del birdwatching, se non dopo aver percorso parecchi chilometri per recarsi in posti quali il Parco del Ticino o lungo le sponde dell’Adda. A volte però vi sono luoghi sconosciuti ai più che, proprio in quanto così vicini alla città, non hanno mai destato il nostro interesse sotto il profilo naturalistico e ornitologico. Il Lago Boscaccio, una zona di cave in gran parte rinaturalizzate, è uno di questi. Situato nell’immediata periferia sud-ovest di Milano, nei comuni di Trezzano sul Naviglio Gaggiano e Zibido S. Giacomo, quando lo si visita per la prima volta desta un certo stupore proprio perchè ci si avvicina ad esso con la perplessità generata dalle parola “cava”: mai ci si aspetterebbe di trovare un ambiente che, se da un lato è stato sfruttato per l’attività estrattiva, dall’altro, grazie alla grande sensibilità dei proprietari nei riguardi dell’ambiente, è stato trasformato in maniera molto competente in un “contenitore” naturalistico tutt’altro che trascurabile. Dall’autunno 1994 il Gruppo Ornitologico Lombardo (GOL), in accordo con la proprietà ha avviato un’attività di studio e di ricera su quest’area, che proprio per le sue caratteristiche ambientali, legate soprattutto alla grande masssa d’acqua disponibile, risulta essere particolarmente interessante dal punto di vista avifaunistico come luogo di rifugio, di sosta e anche di nidificazione per numerose specie di uccelli, principalmente acquatici. Nell’intento di valorizzare e approfondire la conoscenza delle potenzialità faunistiche anche come elemento basilare di tutela e di gestione, l’associazione si propone di effettuare una serie di interventi che si stanno sviluppando in diverse direzioni. Dal mese di ottobre 1994 l’area è sottoposta ad un costante inonitoraggio dell’avifauna attraverso la raccolta di dati da inserire in un’apposita scheda di rilevamento da compilare lungo un percorso standardizzato. Il rilevamento viene svolto da diversi collaboratori durante tutto l’arco dell’anno in un sistematico programma di osservazioni effettuate con cadenza settiinanale. Lo scopo del rilevarnento è di ottenere un quadro il più possibile esaustivo sulla presenza delle specie ornitiche e sulla loro fenologia, ossia il modo di manifestarsi nefl’area durante il ciclo annuale, al fine di poter elaborare un piano di conservazione e valorizzazione di un habitat, la cui qualità naturalistico-ambientale è certamente superiore a quello esistente precedentemente. I dati fin qui raccolti hanno evidenziato la presenza di un numero di specie particolannente elevato, in totale 128 (dato aggiornato al 31/12/1995); spiccano dalle osservazioni effettuate nei vari periodi dell’anno, specie di notevole interesse:

falco pescatore Pandion haliaetus, albanella reale Circus cyaneus e smeriglio Falco arquata e avocetta Recurvirostra avosetta, tra i limicoli; tarabuso Botaurus stellaris e larabusino Ixobrychus minutus, quest’ultimo presente anche come nidificante.

Tra gli uccelli acquatici e quelli che frequentano le sponde parzialmente colonizzate dalla vegetazione acquatica, va sottolineata la presenza invernale dello svasso collorosso Podiceps grisegena e di numerose anatre tuffatrici e di superficie. Nel corso dell’inverno 1995 sono stati installati numerosi nidi artificiali con un duplice obiettivo: il primo è stato senza dubbio quello di offrire ai piccoli passeriformi siti idonei alla riproduzione, vista la scarsità di cavità naturali; il secondo quello di tenere costantemente sotto controllo le cassette-columbarius tra i rapaci diurni; chiurlo Numenius nido per poter verificare il tasso di occupazione, le differenti specie che vi si insedieranno, il tasso di natalità e le eventuali perdite dovute alla presenza di predatori. I nidi, del tipo cemento-argilla, sono stati installati per favorire la modificazione di piccoli uccelli, quali cinciarella Parus caeruleus, cinciallegra Parus maior, codirosso Phoenicurus phoenicurus e torcicollo, Jynx torquilla. Un’altra iniziativa di notevole interesse naturalistico scientifico ha avuto inizio nella primavera 1996 con la messa in opera di una particolare trappola che consentira la cattura degli uccelli senza provocare loro alcun danno; nel contempo, sfruttando il periodo della migrazione prirnaverile, sono stati installati tra la vegetazione dei transetti di reti mist-nets per la cattura dei passeriformi. La presenza dei migratori, in relazione anche allo stato di salute dell’ambiente, può favorire, attraverso il loro studio, nuove prospettive per una valida politica di conservazione, visto il loro ruolo di indicatori ecologici in una zona così fortemente antropizzata. I dati raccolti attraverso questa attività sono stati inviati all’istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS) che, attraverso una banca dati informatizzata, potrà fornire indicazioni su eventuali ricatture, che, soprattutto per gli anatidi, potrebbero rivelarsi interessanti per la definizione delle zone umide maggiormente interessate dalle rotte di migrazione. E’importante sottolineare come queste iniziative rientrino in un contesto più generale di interventi mirati per il miglioramento ambientale, attraverso l’individuazione e la messa a dimora di essenze autoctone, che attraverso la creazione di piccoli biotopi, quali specchi d’acqua a bassa profondità per la sosta dei tranpolieri e di altri uccelli, l’allargramento delle zone a canneto e l’installazione di isole galleggianti. D’altro canto è evidente che progetti come quelli sopra descritti, per la loro particolarità, richiederanno un impegno costante e protratto nel tempo, affinchè il Lago Boscaccio possa diventare uno stimolante laboratorio naturalistico, tale da offrire, sia a livello didattico che a livello scientifico, l’opportunità di effettuare vere e proprie lezioni di educazione ambientale, utili a comprendere meglio una situazione significativa e singolare, di totale complementarità tra ambiente e industria estrattiva: ciò che inizialinente è stato coinvolto nei processi di escavazione è stato restituito sotto forma di un nuovo ecosistema sostanzialmente in equilibrio e che merita di essere scoperto. E’ proprio per questo che ci auguriamo di stimolare gli interesse di chiunque intenda collaborare a questo ambizioso progetto, poichè solo dividendo gli innumerevoli compiti che ci attendono potremmo riuscire nel nostro intento.

Giovanni Gottardi