by in Senza categoria 0 comment

Come replica a: Re: PERCHE’ I VERDI ITALIANI HANNO PERSO? inviato da Carlo Bergonzoni il 02 Luglio, 1999 alle 01:07:59:

Pieno sostegno e solidarietà a Bergonzoni e a tutti gli altri amici e compagni sospesi.

Siamo a una svolta cruciale.

I nodi vengono al pettine, e la sconcertante vicenda della guerra nel Kosovo ha funto da catalizzatore.

Le diverse “anime”, le diverse sensibilità dell’ambientalismo si confrontano e si scontrano; i nodi da sciogliere sono tanti, ma uno su tutti:

quale prezzo siamo disposti a pagare per salvaguardare, tutelare, e valorizzare l’ambiente?

E poi quale ambiente? Quello rappresentato dal verde comunale e da aree protette più o meno artificiali? O l’Ambiente tutto, anche quello che va delle periferie degradate alle discariche delle megalopoli dove trovano da cibarsi gli altri, gli ultimi, quelli che non possono preoccuparsi per la diossina nei polli o per il buco nell’ozonosfera? Quello dell’Adriatico cosparso di bombe NATO e quello del Danubio contaminato chissà sino a quando dai nostri interventi “umanitari”?

Nei Verdi coesistono (per quanto ancora?) sensibilità molto distanti; per meglio comprendere: le ragioni ambientaliste degli uni stanno a quelle degli altri come, ad esempio, il programma politico sociale di Rifondazione Comunista sta a quello della Fiamma Tricolore. C’è, in altre parole, un ambientalismo che si può, per semplicità, definire di sinistra, un ambientalismo cioé attento ai bisogni di tutti gli esseri umani e un ambientalismo pragmatista, borghese, di destra, che cavalca populisticamente le cosiddette grandi battaglie ecologiste seguendo acriticamente la scia delle socialdemocrazie neoliberiste, ma che è drammaticamente miope non vedendo gli effetti collaterali prodotti poco più lontano dei propri giardinetti.

E’ GIUNTO IL MOMENTO DI MEGLIO ESTRINSECARE IL DISSENSO VERSO IL GRUPPO DIRIGENTE VERDE CIRCA LA GUERRA IN KOSOVO, CHE DURANTE IL CONFLITTO SI E’ STERILMENTE MANIFESTATO SOLO ATTRAVERSO L’ALTERNATIVA FUORI O DENTRO IL GOVERNO:

– non avendo mosso critica al complotto operato a Rambouillet dal gruppo di contatto della Nato, di cui faceva parte anche l’Italia (complotto mirato a creare il pretesto ai bombardamenti, a loro volta necessari per la colonizzazione occidentalista dei Balcani), i Verdi italiani hanno, di fatto, condiviso la strategia bellicista.

Ponendosi, in tal modo, al servizio delle socialdemocrazie neoliberiste e neocolonialiste, prive oramai di ogni principio etico e morale, non solo in campo economico, ma anche in quello politico, i Verdi italiani hanno inviato un messaggio perverso e raccapricciante: IL PREZZO PER LA SALVAGUARDIA DEL NOSTRO AMBIENTE E DELLA NOSTRA SALUTE LO DOVRANNO PAGARE QUEI POPOLI CHE, PER LORO MALASORTE, VIVONO NELLE AREE DI MAGGIORE INTERESSE GEOPOLITICO PER L’OCCIDENTE.

I Verdi, quelli autentici, hanno rifiutato e rifiutano questo messaggio.

SE UN DOMANI NON AVREMO PIU’ IMBALLAGGI AL PVC, E CI SPOSTERMO SU ECOLOGICISSIMI MOTORINI ELETTRICI BEVENDO COCA IN LATTINE IGIENICAMENTE IMPECCABILI… BEH, TUTTO QUESTO, SE RAGGIUNTO A SPESE DELLE GENTI DEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO E DEL TERZO E DEL QUARTO MONDO, CONSOLORERA’ SOLO GLI IDIOTI.

Constato, purtroppo, che la disruzione del popolo di SARO WIWA, non ha insegnato nulla. Per far circolare le nostre automobiline luccicanti le multinazionali del petrolio non hanno avuto scrupoli a devastare il delta del Niger. Ma allora i Verdi quasi non esistevano; oggi ci sono e devono far sentire la propria voce anche a costo di perderla urlando.

Marco Delle Rose